PALCOSCENICO

Festival Verdi. “Il ballo in maschera” al Regio. E anche el Bepìn cambia genere. Scherzo, follia o solo cattivo gusto?

PARMA, sabato 25 settembre ► (di Carla Maria Casanova) - C’è una caduta di stile in cui un Festival serio - quale è il Festival Verdi Parma e Busseto - intitolato al concittadino più celebre, tra  segue

Donne degli anni Settanta, “usate” e schiavizzate, secondo Dario Fo e Franca Rame. Ma oggi sono libere e felici. O no?

MILANO, mercoledì 22 settembre ► (di Paolo A. Paganini) - Vennero definiti “i giorni delle P38”. Era l’anno tragico 1977. E forse il termine “tragico” è un eufemismo. Nel 1977 ci furono duemila e 128  segue

La debolezza del teatro e la debolezza del pensiero. E, nel ricordo delle grandi stagioni, tutto diventa parassitario

MILANO, lunedì 13 settembre (di Andrea Bisicchia) Sta per partire la nuova stagione teatrale. Ci sembra giusto riflettere sul valore trascendentale del teatro e sulla necessità di fare i conti  segue

Cinema

“Beast”. C’è un maniaco, sull’isola, che uccide le ragazze. E c’è Moll, che forse ama proprio lui. Ma chi è il Lupo Cattivo?

(di Patrizia Pedrazzini) - A una ventina di chilometri al largo delle coste francesi, nella Manica, c’è l’isola di Jersey, la più grande delle Isole cosiddette Anglo-Normanne. Atmosfere nordiche,  segue

L’angoscia disperata di una tragedia che si ripete. Il loop temporale del coreano “A Day”. Colpa, vendetta e perdono

(di Patrizia Pedrazzini) - Il loop temporale, altrimenti detto anello temporale, è un espediente narrativo nel quale il protagonista (o i protagonisti) di una vicenda si ritrova suo malgrado a  segue

Mostre

La passione di Aligi Sassu per i grandi classici. In mostra fino al 9 gennaio 113 opere dedicate alla Divina Commedia

BAGNACAVALLO (RA), sabato 4 settembre ► (di Andrea Bisicchia) - Nello stesso giorno in cui si è conclusa la Summer School dedicata a Dante (4 settembre ), con un plauso a Francesca Benini, per la perfetta organizzazione, viene inaugurata la mostra di Aligi Sassu che si protrarrà fino al 9 gennaio 2022, promossa dal Comune di Bagnacavallo e organizzata da Patrizia Foglia, Martina Elisa Piacente, col contributo di Diego Galizzi e Carlos Julio Sassu Suarez (che custodisce l’archivio del pittore),  segue

Gli stupendi costumi della Turandot di Iva Pacetti. Si credevano persi. Eccoli in mostra a Prato fino al 21 novembre

PRATO, venerdì 21 maggio ► (di Carla Maria Casanova) - Chi l’ha detto che nel baule del solaio chiuso da generazioni si debba trovare solo lo scheletro dell’incauto amante della trisavola un po’ birichina? Nella sua casa di Prato, Iva Pacetti, grande soprano anni Trenta/Quaranta, appunto nel classico baule, depose i preziosissimi costumi di Turandot, suo ruolo cavallo di battaglia, che aveva ottenuto (forse acquistato) dalla Scala in occasione del suo debutto nel Teatro milanese (1939). Allora  segue

Libri

I classici, come metodo di lavoro. E guardando i fatti. Altro che la teoria. Cioè: la grande lezione di Strehler

(di Andrea Bisicchia) - È stata una bella sorpresa poter leggere un testo di Strehler quasi disperso, se non si posseggono la rivista THEATRE EN EUROPA (I/4, ottobre 1984), oppure il Quaderno di sala di “La grande Magia” di Eduardo, dove trovò la prima pubblicazione. La lacuna è stata superata da De Piante Editore che ha deciso di pubblicare, su carta pregiata, testi brevi, rari, curiosi e inediti del Novecento italiano, con tiratura limitata e legatura a mano. Per molti lettori, “Intervista a  segue

La libertà di improvvisare. Non sempre è disordine. Per un performer può anche essere un appagante canone culturale

(di Andrea Bisicchia) - Il termine improvvisazione viene, spesso, assunto con un connotato negativo, in quanto non rientrerebbe nell’ambito del canone, ovvero di regole che contraddistinguono un’opera ben definita che, per tale motivo, non potrebbe accedere a nessuna categoria estetica. Nel volume “Estetica dell’improvvisazione”, edito da Il Mulino, Alessandro Bertinetto, docente di Estetica moderna e contemporanea presso l’Università di Torino, intende dimostrare il contrario e lo fa con una  segue