PALCOSCENICO

La pazzia come stratagemma. E Pirandello ci gioca per indagare il labirinto di specchi delle nostre anime smarrite

BAGNACAVALLO (Ravenna), sabato 4 gennaio ► (di Andrea Bisicchia). Prima dell’aprirsi del sipario, si sente la voce di Geppy Gleijeses, regista di “Così è, se vi pare”, che cita brani di “Personaggi”,  segue

Fischiati alla Scala “I Vespri siciliani”. Come rovinare un’opera, forse non brutta. Basta ascoltarla a occhi chiusi

MILANO, giovedì 2 gennaio ► (di Carla Maria Casanova) - I Vespri siciliani alla Scala. Fischiati. Doverosamente. In 70 anni, la Scala li ha messi in cartellone 3 volte. Forse questa grande oculatezza  segue

“La finta semplice” di Mozart dodicenne. Durava 4 ore. Ora è un gioiello di due ore e mezzo. Un impagabile godimento

FIRENZE, mercoledì 25 gennaio ► (di Carla Maria Casanova) - Era il 1767. Già che Mozart si trovava a Vienna con il padre Leopoldo e dava prova di straordinarie doti musicali da tutti riconosciute,  segue

Cinema

Aldo, Giovanni e Giacomo in una commedia sulla vita e le sue illusioni. Perché anche di disincanto si può sorridere

(di Patrizia Pedrazzini) - Allegro, spiritoso, con momenti di grande tenerezza e quel fondo di amarezza e di malinconia che è poi la firma della “comicità” lombarda, arriva nelle sale per Natale “Il  segue

Poetico, senza esasperate tecnologie: una favola a misura di bambini. Ma con più significati di quanto non si creda

(di Marisa Marzelli) - Non sarà l’Avatar di James Cameron – che sta monopolizzando i grandi schermi natalizi nella speranza di rinverdire i fasti di un cinema assaporato nelle sale piene, come da  segue

Mostre

Robert Capa, la leggenda. Al Mudec di Milano oltre ottanta scatti del fotoreporter che immortalò la Storia del Novecento

MILANO, venerdì 11 novembre ► (di Patrizia Pedrazzini) - Che cosa c’è ancora da dire, di Robert Capa, che già non sia stato detto, scritto, spiegato, ripetuto, visto, scoperto, immaginato, in decine e decine di mostre a lui dedicate in tutto il mondo? Che è una leggenda? Certo che lo è. Per le sue fotografie, per la sua vita e la sua morte, perché se n’è andato giovane, a nemmeno 41 anni (era il 1954), saltando su una mina in Indocina, perché una guerra non era una guerra se non c’era lui a  segue

Bosch il visionario. A Milano gli incubi e i sogni del genio fiammingo (e dei suoi “eredi”). Guardando al Rinascimento

MILANO, mercoledì 9 novembre ► (di Patrizia Pedrazzini) - Jheronimus Bosch. Il Maestro dei mostri e degli incubi. Il pittore dei sogni e degli inferni. Del vizio e della redenzione. Le sue visioni oniriche fatte di incendi e di creature spaventose, i suoi mondi curiosi popolati di figure fantastiche, la grande ironia con la quale mise in scena, su tela, i conflitti dell’uomo rispetto alle regole imposte dalla morale religiosa, hanno scomodato, nel tempo, dottrine differenti, non ultima la  segue

Libri

La generosa opera di mecenatismo dei banchieri, storici protettori dell’arte e artefici di prestigiose istituzioni museali

(di Andrea Bisicchia) - Esistono tanti mecenatismi quante sono le epoche in cui vengono messi in pratica. Dal suo fondatore, Mecenate (68 a.C. – 8 d.C.), a oggi, le tendenze a favorire le arti in genere: pittura, teatro, musica, letteratura, attraverso un sostegno economico, sono di tipi diversi, che possono riguardare contributi puramente interessati al guadagno, al prestigio sociale, oppure all’amore per l’ingegno. In un volume, appena pubblicato da Gallerie d’Italia e SKIRA, “Dai Medici a  segue

Morte e resurrezione del tragico. Ma il pensiero è diventato sempre più debole, scavalcato da elettronica e audiovisivi

(di Andrea Bisicchia) - Ci siamo occupati, sulle pagine di questo giornale, del “Teatro Postdrammatico” di Hans-Thies Lehmann, il volume più venduto e più adottato dalle Università italiane, edito da Cue Press, che ora ci propone “Tragedia e Teatrodrammatico”, un saggio complementare al primo e, pertanto, necessario per meglio conoscere che cosa intendesse Lehmann per Teatro Postdrammatico e in che rapporto si trovasse con la tragedia. Intanto chiariamo subito che Lehmann intendeva, per  segue